2012-2013
I complimenti da tutto il Team per l'ingresso di
Chiara nella squadra regionale Alpi Centrali.

 

Centro fondo Valsassina

Piani di Bobbio
Moleggio - Preparazione - Vendita - Sci ed Attrezzature
Maestri
informazioni 346.3382411 - 0341.910057
www.scifondovalsassina.it

 

Pista di Fondo

PIANI DI BOBBIO - Barzio (Lc)

La pista da fondo “Rododendro” ai Piani di Bobbio è omologata per gare nazionali e internazionali. È un itinerario tecnico, ricco di salite e di discese, già teatro dei Campionati italiani master (2006) e dei Campionati italiani assoluti (2005). Due varianti, di 2,5 e di 5 chilometri, assicurano divertimento anche agli sciatori meno allenati.

Dati tecnici: lunghezza anello 5.285 m; differenza di quota (HD) 47 m; dislivello massimo salita (MM) 36m ; dislivello totale (MT) 163,2m; quota punto più basso 1.673 m; quota punto più alto 1.721 m; quota partenza /arrivo 1.683 m.
 

OLIMPIADI INVERNALI TORINO 2006

LE MEDAGLIE OLIMPICHE, DELLO SCI DI FONDO MASCHILE,

HANNO ANCHE UN PO'  IL PROFUMO  DELLA VALSASSINA GRAZIE A:

GIANFRANCO POLVARA

Deve dare la sua 500 d’ epoca allo skiman
Giorgio e la scommessa persa con Polvara, l’ uomo delle scioline magiche
 
Su in baracca, mentre in pista l’ oro nella 50 chilometri Giorgio Di Centa riceve complimenti e onori, si lavora. Un ordinatissimo e scientifico caos regna sovrano. Ci sono gli sci da raggruppare e incerottare in grandi mazzi, come fossero asparagi supertecnologici. I vasetti di scioline, la gialla, la rossa, la verde, la blu, da richiudere perché non si asciughino troppo. I bastoni, le scarpe, i rifornimenti della maratona del fondo, borracce e barrette energetiche, da stoccare nel container che riporterà tutto a casa, insieme alle medaglie dell’ inesauribile miniera degli sci stretti. In un angolo, silenzioso e umile come il campione che pochi metri più in là sta festeggiando il trionfo più bello, si dà da fare il fedelissimo gregario di Di Centa, l’ alchimista grazie al quale la fatica è stata un po’ meno faticosa e la cinquanta chilometri un po’ meno interminabile. Si chiama Franco Polvara, è un ex fondista di Lecco, è lo skiman di fiducia del padrone della maratona. Giorgio e il Pulva sono inseparabili da tre anni. Tra atleta e skiman funziona come tra certi uomini e certe donne, o colpo di fulmine o niente. Si sono annusati, hanno capito che avevano molto in comune, hanno cominciato a lavorare insieme. E da quel momento, guarda caso, la carriera di Di Centa ha svoltato. Argento individuale ai Mondiali di Oberstodrf 2005 nella pursuit. Oro nella staffetta e oro nella 50 km ai Giochi di Torino. Il Pulva è troppo schivo per ammettere che una fettina di questi successi, magari un velo sottile come la sciolina che spalma sulle solette degli Atomic di Giorgio (15 paia da skating e 15 da tecnica classica), è merito anche suo. «Noooo. Io non c’ entro niente. È Giorgio che va in pista a sgomitare con gli altri, non io». Lui nel giorno di gara si sveglia all’ alba, butta giù un caffelatte e si mette a sussurrare alla neve, per farsi confidare se è bagnata o asciutta, farinosa o compatta, fredda o calda (sì, esiste anche la neve «calda»), amica o bastarda. Alleata o nemica. Ogni atleta di punta della nazionale, Piller, Valbusa, Di Centa, Zorzi, ha uno skiman personale. Ogni skiman ha più di trenta paia di sci tra cui azzeccare, come in un rebus sottozero, quello giusto. Giorgio e il Pulva ieri mattina si sono fatti una sciatina, hanno testato materiali e scioline, hanno raccolto sotto i piedi e sotto pelle le sensazioni giuste, le hanno elaborate in baracca poco prima che partisse la 50 chilometri, si sono guardati e trovati, come quasi ogni volta, magicamente d’ accordo. Stessa neve fredda della staffetta di domenica scorsa, stessa scelta. Eccoli, gli sci giusti. Gli sci d’ oro. Solo Rita Di Centa conosce Giorgio come il Pulva. «È un ragazzo sincero, è bello lavorarci insieme. Giorgio è onesto, non accampa mai scuse. Erano giorni che mi diceva che era in forma, che si sentiva di poter fare il botto». A dire il vero, alla stampa, sabato aveva detto di avere pessime sensazioni... «Giorgio è così. Se si lamenta è perché sta bene. Io sono un esperto: me lo devo sorbire tutti i giorni...». A Di Centa la medaglia d’ oro, a Polvara una Fiat 500 d’ epoca, datata 1965. Hanno fatto una scommessa, Giorgio dovrà pagare. «È un anno che faccio il filo alla sua 500 bordeaux - racconta lo skiman -. Vendimela, vendimela, gli dicevo, e lui faceva orecchie da mercante. Dopo il successo nella staffetta, mi ha detto: Franco, se vinco la 50 chilometri, cosa praticamente impossibile, te la regalo!». Di Centa pagherà pegno, Polvara avrà un nuovo oggetto da collezione da ammirare. E, magari, qualcosa di più. Come tutti gli skimen, Franco appartiene ai gruppi militari. Esercito, Courmayeur. Stipendio mensile non certo da nababbo, nessun premio a crescere in caso di vittorie dell’ atleta. Con i due ori, a Torino 2006 Giorgio ha vinto 260 mila euro. È onesto, è generoso. Saprà ricompensare a dovere il suo devoto gregario. g.pic.
 
 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Contatti

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