Il primo tratto del percorso è stato modificato come sopra nella cartina.

Partenza da Via Fornaci Merlo, poi si sale sulla provinciale e si va a Barzio, si entra a Barzio, e sci scende dalla Via per Introbio detta "Spinera" uscendo ad Introbio. Il secondo giro resta invariato. 

 

Percorso Marathon km 60

MODIFICATO IL TRATTO INIZIALE SI VEDA DESCRIZIONE

GPS PERCORSO

                           

MODIFICATO IL TRATTO INIZIALE SI VEDA DESCRIZIONE

Su strade comunali e provinciali, pur in presenza di addetti alla sorveglianza,vige il Codice della Strada. Ogni concorrente è responsabile dei danni causati dalla non osservanza del Codice della Strada, prima, durante e dopo la manifestazione. 

E' obbligatorio l'uso del casco.

 

GUARDA QUI FOTO E DESCRIZIONI

GPM rifugio Riva

GPM Agriturimo Brunino

VIA VERSO IL TRAGUARDO

Valsassina Marathon Bike 2013 – pedalata Pedalando sotto la Grigna
Campionato Regionale FCI
 
Descrizione percorso
 
Pronti via e la strada punta subito servo l’alto.
 
Si parte dalla sede della Comunità Montana Valsassina, Barzio via Fornaci Merlo 2, si esce sulla strada provinciale 64 si svolta a sinistra e si sale verso barzio, qui si può fare velocità e il gruppo si sganerà, via Milano, via Bergamini e poi giù dalla Via per Introbio "Spinera. 
 
Siamo ad Introbio, incrociamo la strada provinciale 62  giriamo a destra, in gara sarà formata una corsia con dei birilli, via dritti ad attraversare l’incrocio che porta ad Introbio centro, e ci  immettiamo sulla strada di fronte  che costeggia la provinciale. Attraversiamo il guado, sempre diritti fino a quando giriamo a sinistra nel secondo sottopassaggio. Raggiungiamo la pista ciclabile lungo il torrente Pioverna, la seguiamo sino ad uscirne, continuiamo a sinistra, e costeggiamo la pista ciclabile senza più rientrarvi ma proseguendo sulla strada sterrata. Un altro guado, speriamo che il giorno della gara non ci sia molta acqua, è l’acqua della cascata detta “Troggia” la vedete alla vostra sinistra che scende dalla Val Biandino. Passiamo davanti al chiosco tenendo la sinistra, al ponte del Crotto Alpino sinistra e subito destra, qui altra fontanella di acqua fresca,  per immetterci ancora nella strada sterrata a sinistra che affianca la ciclabile. 
Arrivati a Primaluna, dallo sterrato svolta a sinistra.
Ci siamo il secondo GPM rif. Riva (quarto nel secondo giro). Il fondo è ciottolato per circa 900 metri,  la strada sale,  passiamo davanti al cappello degli alpini, si vede sulla destra, ma noi continuiamo entrando sotto una fresca pineta. La strada sale e quando spiana leggermente, noi giriamo a sinistra. Sterrato e subito cementata, la pendenza si addolcisce un po’, il fondo sarà così fino a circa 1 km dal rif Riva. Si sale sono 11  tornanti.
Al terzo kilometro della salita finisce il cemento ed inizia lo sterrato. In questa salita prima dell’11° tornante, al km 14, ci sarà il traguardo volante, al GPM manca circa un chilometro.
Il traguardo volante è alla memoria di Giovanni Baruffaldi  “Paniga” era il papà di un nostro caro amico. Alzando lo sguardo lo vedete lì. Subito dopo il traguardo volante la strada gira a destra, ultimo tornate 11°,  e spiana. Un attimo di respiro, ma solo un attimo, e in fondo dopo le casette si gira a sinistra e non potete sbagliare, tenendo completamente la sinistra la strada sale, uno strappetto, sale la rampa di lancio per 20 metri per 20% cementata e subito il primo tornante ricomincia lo sterrato, sono 5 tornanti con la strada che comunque  ti da respiro, al quinto tornante a destra c’è un parcheggio ma noi continuiamo un po’ di ritmo per non perdere i colpi e a circa 50 metri dal rifugio il fondo diventa molto ghiaioso e stare in sella è difficile.  Non spaventatevi, manca pochissimo e scolliniamo.
Siamo al rifugio Riva dal Giampy, ha detto che preparerà un buon ristoro ma se qualcuno si ferma a mangiare lui non si offende, scherzi a parte secondo GPM di giornata, la fatica è stata tanta ma qualcosa ci viene dato in cambio, un panorama spettacolare ed il ristoro, siamo a circa metà percorso,    chi farà la Marathon avrà la fortuna di ritornarci nel giro successivo. Per i partecipanti alla pedalata godetevi il momento. 
Rifocillati, via tenendo la destra immettendoci in un single track nel bosco con fondo battuto sale e scende, sale e scende bello lasciamo andare la bici e ci divertiamo, ad un certo punto il bosco si apre un po’ ci sono tre sentieri: 1 quello che stavamo percorrendo e continua a scendere, il secondo che gira a destra in pianura passando sopra una villetta, il terzo IL NOSTRO sulla destra che torna proprio indietro  in salita. Non è molto sono 20 metri circa e giriamo a sinistra ed ecco che ci immettiamo in un altro bellissimo single track, fondo battuto sempre nel sottobosco. Via anche qui non ci sono problemi, andiamo spediti, passiamo davanti alla grotta della madonnina, a sinistra, ed ecco che incrociamo la ciottolata che sale alla chiesa di San Calumer. Noi scendiamo, giù, a tutta il fondo è ciottolato, di fronte a noi si apre la conca di Nava di Baiedo, scendiamo una curva a sinistra e via, la pendenza si addolcisce all’incrocio a destra, e la bici va, è tutta dritta. Lo so il posto è magico, sopra sulla destra abbiamo la Chiesa di San Calumer  e la parete destra della Grigna.
Vorreste fermarvi in una di quelle casette che vedete con i gerani alle finestre, qualcuno starà facendo una grigliata e il profumo sarà tentatore, ma non si può, non ora, non oggi.
La bici va, passa tutto in un attimo, non facciamo fatica si continua a scendere fino a quando la strada torna nel bosco, è la strada che porta a Baiedo-Pasturo, seguiamo la strada, tornante a destra, ci accingiamo a fare il tornante a sinistra ma noi svoltiamo a destra, strada con staccionata, ponticello per ruscelletto e SBAM una rampetta di 50 metri cementata cambiare subito il rapporto, 50 metri sono un attimo giriamo leggermente a destra e la strada di fronte a noi ha tre deviazioni noi infiliamo subito quella a sinistra in pianura, la percorriamo tutta fino in fondo di fronte un cancello in legno  di una casetta 
Ma noi non entriamo nel cancello ma a sinistra, dove finisce la recinzione verde ci sono due gradini, scendiamo proprio lì, è giusto. Attenzione appena iniziata la discesa c’è una svolta secca  a 90 gradi a destra. Poi inizia il bello. Uno spettacolare single track che scende tutto nel bosco, destra sinistra, radice, guado, con tanta fiducia riusciamo a non scendere dalla bici, si scende troppo bene e ci stiamo divertendo. Usciamo dal bosco, incrociamo l’ennesima strada ciottolata, noi la attraversiamo e giù ancora sul sentiero che c’è dall’altra parte proprio di fronte. Siamo saliti molto ma ora si scenderà molto e ci si diverte, ancora single track il fondo è molto bello, non ci facciamo prendere la mano perché ad un certo punto, attraversato un ruscello, avanti 50 metri  dobbiamo svoltare a destra. Subito prima che il sentiero diventi una  mulattiera ciottolata e faccia un sinistra/destra, noi svoltiamo a destra in un prato e passiamo davanti ad un cascinale. Andiamo dritti nel prato, di fronte vediamo il sentiero, rampetta e contro rampa teniamo la destra  lì bisogna proprio scendere dalla bici perche c’è un gradino di sasso su cui salire. Seguiamo sempre il sentiero che scende. Subito dopo in sella e via si scende ancora. Vai-vai ed ecco che si apre usciamo dal bosco incrociamo la strada sterrata  che sale da Baiedo la Via Casere. Teniamo la destra e saliamo. Sulla sinistra subito un parapeto di ferro colore verde. Primo tornante a destra, la strada non è ripida, secondo tornante sinistra, terzo tornate destra, quarto sinistra con fondo ghiaioso, andiamo avanti ad un certo punto la strada diventa pianeggiante, facciamo una rampetta la strada gira leggermente a destra ed ecco che davanti a noi vediamo sulla destra un prato con una recinzione di pali di legno con due cavi d’acciaio. Subito lì all’inizio della recinzione, a sinistra ci sono 5 piccoli gradini cementati, ci entriamo decisi non sono alti, 10 metri di sentiero sassoso, tenete bene in mano i freni senza mai lasciarli, scegliamo bene dove passare, ma poi il sentiero diventa una stradina cementata ripidissima, fa due tornati non ci sono problemi solo non molliamo i freni. I freni oggi li stiamo mettendo a dura prova. Vai siamo in fondo 
Incrociamo la ciottolata che sale da Pasturo a sinistra scende a destra sale. Noi destra. Sulla sinistra, poco più giù,  possiamo anche vedere una cappelletta votiva sotto un portico. A  destra, c’è anche una fontanella con l’acqua bella fresca. Destra e la strada sale ciottolata inizia il terzo GPM di Brunino (quinto nel secondo giro), sale ma si respira, primo ponte subito, un piccolo tratto un secondo ponte, e via ci infialiamo ancora nel sottobosco. Saliamo la ciottolata diventa cementata, chiudiamo la forcella, e boia, ci tocca spostare un po’ il peso in avanti. Dai ci siamo , incrociamo la strada che da Pasturo sale al Pialleral, usciamo da quella rampa di lancio e teniamo la destra. Un tornante a sinistra, uno a destra, uno ancora a sinistra e via verso Brunino. Il cartello lo vediamo all’incrocio, teniamo la sinistra, (a destra per il Pialleral), manca veramente  poco, il fondo diventa ciottolato e sterrato, ci sembra di vedere dove scollineremo, bisogna alzare un po’ lo sguardo, ma non era finita, sì  la strada gira a destra ed ecco i prati di Brunino. Anche qui un leggero tratto in discesa precede la ripida discesa a tornanti. Beviamo ci chiudiamo la maglia apriamo la forcella e via. Teniamo la destra oltrepassiamo la stanga e la bici ancora una volta va via. Ci alziamo sui pedali, gambe dritte e strette sulla sella. Si scende a tornanti uno dopo l’altro sino a raggiungere la seconda sbarra inizio della strada privata, si gira a sinistra e da lì la discesa diventa più dolce ed i freni non servono quasi più. Quanta fatica, ma ora che bello, quanto si và? Giù sempre in mezzo agli alberi, siamo sempre su una strada sterrata, raggiungiamo la chiesetta del Sacro Cuore dei Grassi lunghi, anche qui una buona fontanella di acqua fresca, attraversiamo il ponticello cementato e subito a sinistra, con la rincorsa precedente, arriviamo a metà salita, non dimenticatevi prima di preparare il rapporto giusto. Mulattiera che ha un destra,sinistra,destra ravvicinato, spiana leggermente il tempo che il cuore si abbassi di un battito e PEM, 10 metri da sparare. Scolliniamo c’è tutto un su e giù con 4 passaggi su e fra le rocce. Devi aver fiducia, stare in sella, spostati un po’ indietro e la bici scivolerà sopra senza accorgerti, o quasi. Usciamo dal bosco la strada si allarga diventa ciottolata e ancora si scende, dopo tanto salire. Siamo nella località Gorio, incrociamo una strada e noi teniamo la sinistra, il fondo diventa compatto e sterrato da qui ci buttiamo giù verso il traguardo, iniziamo a sentire l’arrivo. Siamo ancora una volta sotto le fresche frasche dei boschi della Valsassina, la velocità aumenta, bum sbuchiamo ancora una volta  sulla strada che da Pasturo porta al Pialleral, teniamo la destra inizia l’asfalto, è una discesa velocissima. Non fatevi prendere la mano e niente distrazioni. Qui si raggiungerà una velocità elevata. Stiamo attenti la strada non è diritta e ogni tanto si restringe, scendiamo a capofitto verso Pasturo. I freni teneteli sempre pronti. Ecco l’incrocio usciamo tenendo la sinistra si sale ma è una salita da prendere di slancio perché breve e non impegnativa, siamo nell’abitato di Pasturo, passiamo nel centro storico, raccomandiamo la massima attenzione per gli abitanti, il fondo stradale diventa di cubetti di porfido, dopo un breve tratto pianeggiante la strada inizia di nuovo a scendere. Sulla destra il Municipio e la Chiesa parrocchiale, andiamo diritti anche se la strada gira a destra, ancora nelle viuzze di Pasturo, la seconda chiesa sulla destra, zig zag, salitella e si esce su di una via pianeggiante costeggiata da alberi di faggio rosso, davanti a noi una rotonda passiamo, passiamo anche sotto l’arco ed entriamo nel paese di  Baiedo. Comunque da quando entriamo a Pasturo sino ad uscirne seguiamo sempre la via principale in porfido senza nessuna deviazione laterale. A Baiedo le strade si restringono come dei single track, anche qui zig zag, attenzione alle persone, e ci immettiamo in una stretta strada sterrata, subito all’inizio un breve tratto ciottolato che svolta subitissimo a destra. Da lì scendiamo, sulla destra il ruscello e sopra di noi la Rocca di Baiedo. Bello, l’arrivo è là sulla destra. In fondo allo sterrato giriamo a sinistra e subito a destra nel sottopassaggio, ci immettiamo sulla ciclabile, tutta asfalta.  Un primo tratto diritto, si svolta a sinistra ponte sulla Pioverna e subito a destra, è proprio la volata finale. Si sentono i rumori dell’arrivo, svolta a sinistra e 100 metri finali.
All’arrivo la corsia di sinistra sarà per chi farà la Pedalata un solo giro, per i maratoneti corsia di destra passaggio davanti al secondo ristoro e via per il secondo giro. Il secondo giro non avrà più il GPM di Nava di Barzio, una volta fatta la cementata che taglia il prato, entrati nel bosco, all’intersecare della “Spinera” non gireremo a destra ma proseguiremo diritti, la strada inizia subito a scendere, prima cementata e poi sterrata, giù, la bici riprende ad andare, passiamo davanti alla Casa delle Guide e sbuchiamo sulla strada provinciale, zona ponte di Chiuso, percorriamo un corridoio formato con i birilli. Passiamo davanti all’azienda Agricola Valsecchi e da lì ci tornerà in mente tutto il percorso che già conosciamo. Da lì anche per i maratoneti l’arrivo sarà sempre più vicino, con un po’ di fatica in più.
Non ci siamo fatti mancare nulla. Salite, discese, single track, tanto sottobosco, possiamo dire percorso quasi tutta all’ombra, passaggi caratteristici nei paesi. Ci sembra d’aver soddisfatto ogni aspettativa per questo campionato Regionale. 
 
Anche se la fatica non mancherà, vi auguriamo di divertirvi un sacco.
 
Il percorso sarà tutto segnalato con cartelli gialli e freccia nera.
 
Prima edizione
VALSASSINA MARATHON BIKE 2013 Campionato regionale FCI
 
Pedalata PEDALANDO SOTTO LA GRIGNA
 
Particolari del percorso
 
Salita più lunga "Rifugio Riva" lunghezza 4,6 km con pendenza max in un tratto di circa 150 mt al 20%.
 
Grado di difficoltà: medio-alto
 
I° giro: Marathon e Pedalata
 
2 salite lunghe: 
 
la prima in partenza lunga circa 4,3 km,
 
la seconda la salita "Rifugio Riva" sopra descritta
 
poi tanti mangia e bevi della lunghezza di circa 1-1,5 km 
 
la più lunga con pendenze non impegnative è di 2,2 km
 
 
II° giro: solo per Marathon
 
uguale al primo 
 
si salta solo la prima salita.

 

Siamo a Nava di Baiedo, stiamo scendendo dal rifugio Riva,

la cima Coppi della Marathon.

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Contatti

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