PREMIAZIONE ANTO

23.09.2012 20:36

 

LECCO – Grande successo per la serata organizzata ieri dal Comitato provinciale del Coni per consegnare le benemerenze agli atleti lecchesi più meritevoli nel biennio 2009-2010. Ad impreziosire questo importante momento di festa, svoltosi presso l’auditorium della “Casa dell’economia” in via Tonale, ci ha pensato Mario Panzeri, il fortissimo alpinista lecchese, fresco salitore senza ossigeno artificiale di tutti gli Ottomila della Terra.
 
Alla presenza del sindaco di Lecco Virginio Brivio e di numerose altre autorità (tra cui i sindaci di Costamasnaga e Mandello, comuni dove Mario è rispettivamente nato e cresciuto), Panzeri ha intrattenuto la numerosa platea di appassionati accorsi per l’occasione, raccontando diversi aneddoti relativi alle proprie imprese alpinistiche compiute in Himalaya negli ultimi 25 anni. A fare da spalla e da interlocutore principale di Panzeri, oltre alla giornalista Laura Achler, sul palco è salito subito Agostino Da Polenza, amico personale e artefice di numerose spedizioni di Mario Panzeri; tra i due è nato così un dialogo incalzante pieno di ricordi, fatti, luoghi e persone, che hanno riportato alla mente molte delle loro avventure alpinistiche, vissute sempre con entusiasmo e unite talvolta alla ricerca scientifica, portata avanti tramite un progetto del CNR che ha visto coinvolti scienziati e alpinisti.
 
Come più volte ricordato da tutti gli ospiti intervenuti sul palco, a partire dal “padrone di casa” Vico Valassi, presidente della Camera di Commercio di Lecco, avere a disposizione un esempio come Mario Panzeri non è cosa da tutti i giorni e dovrebbe inorgoglire i cittadini lecchesi. Secondo il presidente provinciale del Coni Pinuccio Castelnuovo, che in collaborazione con il CAI ha fortemente voluto questa serata, Mario è un punto d’orgoglio per tutto il territorio lecchese, da sempre legato a doppio filo con la montagna. Per Agostino Da Polenza, addirittura, Lecco dovrebbe essere considerata la capitale mondiale dell’alpinismo: “da qui Panzeri è partito e qui è ritornato al termine di ogni avventura, contribuendo così a diffondere nel mondo il nome della città di Lecco”. Un concetto simile è stato ribadito infine anche dal presidente del CAI Emilio Aldeghi, intervenuto per sottolineare come “Mario sia sempre stato un faro per tutto il movimento alpinistico lecchese, a partire dai grandi nomi per arrivare fino alle giovani generazioni che stanno crescendo e formandosi tramite le attività proposte dal CAI Lecco”.
 
Alle parole semplici e concise di “SuperMario”, che tra un ricordo e una battuta ha voluto sottolineare quanto gli Ottomila siano stati per lui non solo un fine, ma anche un mezzo per conoscere alpinisti di tutto il mondo e popolazioni che abitano le vallate himalayane, sono seguite le immagini del documentario montato da Gianmario Besana e girato dallo stesso Panzeri durante la spedizione al Dhaulagiri, nella primavera del 2012. Immagini impressionanti, che testimoniano meglio di qualsiasi altro discorso l’impegno e la fatica, la forza fisica e mentale, la concentrazione e la determinazione, ma anche la gioia e la soddisfazione di Panzeri per aver raggiunto un traguardo che in pochissimi possono permettersi di vantare (in Italia, solo Messner e Mondinelli hanno realizzato la stessa impresa di Panzeri). Lo straordinario risultato è stato raggiunto dall’alpinista di Rongio dopo anni di sacrifici e numerose spedizioni extraeuropee, tutte seguite, condivise e sostenute dall’incessante appoggio della moglie Paola, anche lei presente in sala ad applaudire il marito. Raggiungere la vetta del Dhaulagiri, è stato dunque per Panzeri il coronamento di un sogno durato più di vent’anni, portato avanti con forza e convinzione anche nei momenti più critici e difficili, come quando, tra il 1998 e il 2004, non ha più avuto gli stimoli giusti per andare in montagna. In quel frangente, l’aiuto di Agostino Da Polenza è stato fondamentale e ha permesso a Panzeri di riprendere la corsa agli Ottomila interrotta dopo un brillante avvio. La determinazione a perseguire un obiettivo così importante ha sicuramente fatto la differenza e ha portato Panzeri nel giro di pochi anni a diventare uno degli alpinisti italiani più forti in circolazione.
 
Al termine del filmato, e dopo una più che meritata standing-ovation, è stata la volta delle premiazioni del Coni agli atleti del territorio lecchese che nel biennio 2009-2010 si sono distinti nelle rispettive discipline sportive. Questi i nomi dei premiati, a cui sono andate le medaglie d’argento (massimo riconoscimento previsto dal Coni) e quelle di bronzo: Francesco Calò, Matteo Grattarola, Antonella Manzoni, Matteo Pinta, Marco Mapelli, Luca Marasco, Giuliana Molteni, Susanna Negri, Marco Noris, Giacomo Panizza, Greta Proresti e Franco Zucchi. A tutti gli atleti è stato rivolto un augurio di proseguire sulla strada del successo sportivo, senza dimenticare, come ha fatto capire Mario Panzeri durante il suo intervento, che ogni risultato è sempre frutto di tanto impegno, di molto allenamento e parecchia dedizione.
 
Infine, visto che si è trattato di una festa, anche Mario Panzeri ha ricevuto alcuni premi, a partire da quello consegnatogli dal presidente ACEL Angelo Fortunati (main sponsor durante l’ultima spedizione), passando per quelli del CAI Lecco, di Regione Lombardia e Camera di Commercio. A coronamento della serata, Panzeri è stato quindi insignito della medaglia d’oro al valore sportivo del Coni, un riconoscimento speciale che prima d’ora era spettato solo a personaggi del calibro di Riccardo Cassin e Walter Bonatti. Un riconoscimento importante per un personaggio altrettanto fondamentale per l’alpinismo lecchese e non solo, il cui pregio maggiore è forse quello di riuscire a usare sempre parole semplici per raccontare a tutti le sue imprese straordinarie e incredibili.